PARASITE, AL CINEMA CAPORALI DI CASTIGLION DEL LAGO

Aggiornato il: feb 17

Una sala cinematografica d'altri tempi, essenziale, con schermo e acustica eccezionali, in un ambiente caldo sotto tutti i punti di vista.

Trovare la sala non è stato semplice. Per lavori di ristrutturazione il cinema Caporali di Castiglione del Lago si è trasferito dal centro storico, trovando sede provvisoria in via don Fissone, al vecchio oratorio.

È una sala d'altri tempi, si capisce già dall'accoglienza. Il ragazzo con felpa nera e ikurrina disegnata sul petto è gentile, educato, rispettoso. Gli chiediamo da quanto è iniziato il film. Ventuno minuti, ci dice regalandoci un bel sorriso. Gli diciamo che si dài, va bene, entriamo. Faccio per allungare la carta di credito e mi dice che loro non hanno il poss, ma se vogliamo possiamo tranquillamente entrare. Dopo qualche attimo di imbarazzo decidiamo di accettare l'invito. Troppo curiosi di vedere la sala e il film.

Entriamo in una sala molto spaziosa, con al centro due file di poltroncine blu. In fondo la parete è interamente occupata dallo schermo.

Il buio in sala non è totale, non c'è odore di popcorn, nessuno che succhia bolle d'anidride carbonica e cocacola dai fondi di bicchieri di cartone.

Il film è uno spettacolo, da gustare. La sala si presta alla perfezione, non essendo consumistica ma essenziale.

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l’affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia.

La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese per la figlia di una famiglia ricca:

il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park, dirigente di un’azienda informatica, è un capolavoro architettonico.

Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando un’identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

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